The Prague Post - 'Tra Londra e Roma un vero feeling, proseguirà con Burnham'

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'Tra Londra e Roma un vero feeling, proseguirà con Burnham'
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'Tra Londra e Roma un vero feeling, proseguirà con Burnham'

Abasciatore Gb Hickey all'ANSA: 'Allineati su tutte le sfide, ottimi rapporti con Meloni'

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(di Anna Lisa Rapanà) E' un vero 'feeling' quello tra Roma e Londra, secondo l'ambasciatore britannico a Roma Stephen Hickey, che da poche settimane ha assunto l'incarico in Italia. Ripercorrendo in un'intervista all'ANSA quanto riscontrato nelle sue prime settimane a capo della missione diplomatica sottolinea la convinzione che i rapporti bilaterali, "amichevoli e solidi", che hanno caratterizzato la collaborazione tra la premier Giorgia Meloni con il primo ministro laburista Keir Starmer, e con il conservatore Rishi Sunak prima di lui, proseguiranno anche con Andy Burnham appena giunto a Downing Street. Hickey spiega di essere rimasto colpito da quanto i due paesi si trovino ad affrontare molte delle stesse sfide in questo momento: "Sia sul piano economico, cercando di far crescere le economie e affrontare le problematiche legate al costo della vita, sia in politica estera, con il sostegno all'Ucraina", per citarne solo due. Il Regno Unito e l'Italia "hanno una visione del mondo molto simile, quindi, per me come ambasciatore, c'è un enorme potenziale per trasformare i sentimenti positivi e gli interessi comuni in iniziative che possano portare benefici concreti sia agli italiani che ai britannici". La sua missione è dunque chiara, meglio ancora se in un contesto di fruttuosa partnership. "Sono molte cose le su cui lavorare insieme. Innanzitutto, le sfide alla sicurezza poste dalla Russia, la questione di come rafforzare la Nato, e anche il tema di come consolidare il nostro rapporto con gli Stati Uniti in un momento così critico", spiega il diplomatico. Sul piano pratico poi l'esempio che forse vale la pena menzionare è il 'Global Combat Air Programme' o Gcap per la realizzazione del futuro nuovo caccia stealth di sesta generazione, sviluppato da Gran Bretagna, Italia e Giappone: "E' un esempio straordinario di come Italia e Regno Unito possano collaborare non solo per combattere una minaccia, ma anche per lavorare insieme a un progetto che apporterà enormi benefici economici sia agli italiani che ai britannici". Ma Londra riconosce all'Italia anche un importante ruolo da interlocutore politico nell'ambito dei suoi rapporti con l'Unione europea. E la domanda è qui scontata, ovvero se il pragmatico percorso che Starmer aveva tracciato per impostare le relazioni con i 27 dopo lo strappo della Brexit - il 'reset' lo aveva chiamato - subirà cambiamenti, variazioni nelle priorità o persino frenate. Hickey lo esclude: il governo britannico guidato da Burnham "vorrà continuare a rafforzare le relazioni con l'Ue e a migliorare la collaborazione sulle sfide comuni". "Con tutti i cambiamenti in atto nel mondo in questo momento - l'ascesa della Cina, le nuove tecnologie dirompenti come l'Ia e il mutamento delle relazioni Usa-Europa, con il Vecchio Continente che assume un ruolo sempre maggiore nella sua sicurezza - è più importante che mai che democrazie come il Regno Unito e l'Italia, e altri grandi Paesi all'interno dell'Ue, collaborino concretamente, in particolare in materia di sicurezza, difesa e politica estera". Un processo questo che secondo l'ambasciatore britannico è già in corso "se si guarda al modo in cui i paesi europei stanno collaborando sull'Ucraina, nell'ambito dell'E5 o dell'E4". E a questo proposito esprime particolare apprezzamento per il ruolo dell'Italia e per la posizione di Giorgia Meloni: "Credo che sia stato fondamentale il sostegno fornito dall'Italia e la leadership politica dimostrata della premier, sia in Italia che in Europa". Ma anche sul Medio Oriente Roma è un partner importante "per la sua posizione geografica, la sua storia e la sua esperienza, nonché le relazioni che l'attuale governo italiano ha costruito con molti paesi chiave" della regione. In ambito concreto tuttavia ciò che si intravede al momento è la possibilità per Paesi come "Regno Unito, Italia e Francia di intervenire, una volta raggiunto il cessate il fuoco, per contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz e, in particolare alla rimozione delle mine". Ma non siamo ancora a quel punto.

X.Vanek--TPP