Cecchettin, 'anche a Sanremo andrebbe fatta attenzione al linguaggio'
'Ci vuole maggiore consapevolezza culturale, stereotipi nella battuta di Conti'
"L'attenzione al linguaggio andrebbe fatta sempre e comunque, anche quando si parla d'amore". Lo ha detto Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, a margine della presentazione del Quaderno n. 12 del "Rapporto Giovani" all'Università Cattolica di Milano, rispondendo a una domanda sul dibattito relativo ai testi delle canzoni dell'ultimo Festival di Sanremo, a cominciare dalla canzone che ha vinto, 'Per sempre sì' di Sal Da Vinci. Senza esprimere giudizi sui brani in gara, Cecchettin ha richiamato "la necessità di una maggiore consapevolezza culturale anche nella musica pop", dopo le polemiche su testi considerati da alcuni portatori di un'idea di amore possessivo, seppur declinata in chiave leggera e ballabile. "Per parlare di amore, che è la cosa più difficile, bisognerebbe capire cos'è il vero amore - ha aggiunto - ma lì la questione diventa soggettiva e spesso molto influenzata dal contesto culturale, dagli stereotipi con i quali siamo cresciuti". Secondo Cecchettin, "proprio questi stereotipi possono dare adito a interpretazioni anacronistiche e folcloristiche, legate a un concetto di amore inteso come possesso". "Sono gli stereotipi che hanno portato Carlo Conti a fare la battuta perché continuiamo a considerare la gelosia come un elemento fondamentale di una relazione d'amore, quando invece l'amore dovrebbe bastare a se stesso", ha proseguito Cecchettin commentando le parole di Conti giudicate sessiste da Francesca Tanas una delle ballerine di Samurai Jay. Cecchettin ha invitato a "non trasformare l'episodio in un processo personale", pur richiamando "la necessità di interrogarsi sugli stereotipi radicati nella società".
J.Marek--TPP