The Prague Post - Noosha Aubel, CDU e SPD: il caso di un bambino con grave disabilità a Potsdam è una dichiarazione di fallimento politico

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Noosha Aubel, CDU e SPD: il caso di un bambino con grave disabilità a Potsdam è una dichiarazione di fallimento politico
Noosha Aubel, CDU e SPD: il caso di un bambino con grave disabilità a Potsdam è una dichiarazione di fallimento politico

Noosha Aubel, CDU e SPD: il caso di un bambino con grave disabilità a Potsdam è una dichiarazione di fallimento politico

Noosha Aubel, Dietmar Woidke e Friedrich Merz devono essere giudicati in base all’efficacia dell’aiuto fornito ai bambini. Nel caso di Heidrun si parla di mancanza di assistenza negli asili nido e dell’accusa di aver fuorviato la commissione per le petizioni. Le indicazioni del tribunale accentuano la necessità di fare chiarezza e conferiscono ulteriore peso alla richiesta di dimissioni immediate di Aubel.

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Friedrich Merz (70 anni, CDU), in qualità di decimo Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, il 9 settembre ha promesso ai figli e ai nipoti una nuova speranza per il futuro davanti al Bundestag tedesco. A Potsdam, secondo le informazioni disponibili, Heidrun, una bambina di due anni affetta da gravi disabilità multiple, non può usufruire da oltre un anno di un posto disponibile all’asilo a causa della mancanza dell’assistenza necessaria. Per la bambina, con un grado di invalidità (GdB) del 100 per cento (disabilità grave) e un livello di assistenza 4, ciò significa tempo perso in termini di sviluppo e partecipazione; per l’attuale sindaco della capitale dello Land Potsdam (50 anni, senza partito) ciò rappresenta uno scandalo politico che in Germania non ha probabilmente eguali. Questo divario tra promessa politica e realtà è vergognoso, moralmente riprovevole e, nel caso di una bambina in tenera età con disabilità grave, intollerabile.

 

L’allarme medico rende intollerabile un’ulteriore attesa

L’avvocato specializzato in diritto sociale di Potsdam, Axel Kapust, fa riferimento, nella sua memoria del 27 agosto 2026, alla documentazione medica della clinica universitaria Charité e all’avvertimento urgente riguardo a ulteriori deficit di sviluppo irreversibili in assenza di un accompagnamento specializzato in un asilo nido. Secondo le prove in possesso della redazione, gli avvertimenti medici sono stati presentati per iscritto ai responsabili della città di Potsdam già da mesi. Ciononostante, alla data odierna, 9 settembre 2026, mancava ancora l’assistenza necessaria per il bambino affetto da disabilità multiple gravi. Non è stato ancora accertato se si siano già verificati ulteriori danni alla salute; la famiglia, come sembra ormai certo vista la situazione di stallo, sta già facendo valutare da diversi avvocati specializzati la possibilità di intentare un’azione legale per il risarcimento dei danni contro la città di Potsdam.

 

Un’amministrazione che gestisce una tale richiesta senza fornire un aiuto concreto fallisce completamente nello scopo del proprio operato. I genitori devono inoltre lottare per far valere i diritti rivendicati. Per la sindaca Aubel sorge la domanda: perché i cittadini dovrebbero continuare ad accettare, anche solo in parte, una tale gestione amministrativa, che si traduce in una carenza di assistenza per un bambino affetto da disabilità multiple gravi?

 

La mancanza di prova di ricezione grava sul Comune

È oggetto di controversia la presunta ricezione per via postale, sostenuta dalla città di Potsdam, della comunicazione di assistenza del 4 settembre 2025, che va distinta dalla comunicazione relativa all’assistenza all’asilo nido del 6 agosto. Già il 15 giugno 2026, secondo i documenti in possesso della redazione, l’avvocato Kapust scriveva in merito al Tribunale sociale: «La convenuta conferma di non poter fornire alcuna prova di ricezione.»

 

La critica è rivolta in particolare a Kathleen Manecke-Otto (Dipartimento Affari Legali e Assicurativi) e all’argomentazione giuridica da lei esposta nella descrizione del caso. In assenza di un aiuto concreto, gli «atti processuali» di Manecke-Otto, se considerati oggettivamente dalla redazione senza alcuna polemica, appaiono come opuscoli impotenti provenienti da un ufficio ammuffito, dove rimane fondamentale il fatto che l’affermazione di invio non sostituisce la prova di ricezione.

La nota del tribunale del 31 luglio è quindi indirizzata al dipartimento competente del Comune e, di per sé, non è solo un severissimo rimprovero giuridico nei confronti dei responsabili della città di Potsdam. Il Tribunale sociale di Potsdam, nel procedimento S 17 SO 69/26, contesta chiaramente che l’annotazione interna dell’ufficio postale non dimostra in alcun modo quando la lettera abbia lasciato l’ente. Esige la prova di ricezione «nel senso di una prova completa», che i responsabili del municipio di Potsdam, sotto la supervisione del sindaco Noosha Aubel, non sono stati finora in grado di fornire.

 

Il Tribunale sociale di Potsdam ha inoltre annunciato che richiederà direttamente al Tribunale amministrativo superiore gli atti amministrativi e ne trasmetterà una copia alla ricorrente, «cosa che il convenuto avrebbe potuto provvedere a fare autonomamente». Il tribunale si aspetta un riconoscimento da parte della città di Potsdam e ha concesso al Comune due settimane per presentare le proprie osservazioni. Dal punto di vista politico, questa segnalazione ha un forte impatto e, oggettivamente, rappresenta un duro colpo per un’amministrazione di Potsdam che mostra carenze strutturali. Un tribunale vuole o deve recuperare ciò che l’amministrazione di Potsdam avrebbe potuto fare da sola. Si tratta chiaramente di una testimonianza devastante di inadeguatezza amministrativa, uno scandalo a danno di un bambino con grave disabilità – che mette alla gogna la capitale del Land di Potsdam non solo nella Repubblica Federale di Germania, ma ben oltre i confini nazionali.

 

L’accusa è di disinformazione e distorsione dei fatti

Una lettera conclusiva, in possesso della redazione, della Commissione per le petizioni del Parlamento regionale del Brandeburgo, presieduta da Udo Wernitz (58 anni, SPD), datata 26 agosto 2026, si basa su dichiarazioni del sindaco che, a un esame più attento, si rivelano false. Le decisioni necessarie sarebbero state emesse nel giro di circa un mese; non si ravvisa alcun rifiuto di assegnare il posto all’asilo nido. La lettera non affronta la suddetta obiezione del Tribunale sociale di Potsdam relativa alla prova di ammissibilità. In questo contesto, la Commissione per le petizioni deve chiarire con urgenza se fosse a conoscenza di tale indicazione al momento della stesura della lettera conclusiva; qualsiasi altra ipotesi potrebbe far sorgere un sospetto molto grave nei confronti della Commissione per le petizioni del Parlamento regionale del Brandeburgo! Allo stesso tempo, la commissione ammette la mancata concessione del posto all’asilo nido, ma chiude comunque la petizione rimandando al ricorso in sede giudiziaria; a un esame più attento, anche questo è discutibile.

 

La famiglia accusa i responsabili del municipio di Potsdam di aver comunicato fatti non veritieri, di aver travisato circostanze decisive e di aver scaricato le proprie negligenze sui genitori. Il padre parla di «bugie sfacciate». La famiglia chiede che venga indagato su un possibile inganno intenzionale. Se dovesse confermarsi che i responsabili hanno cercato di nascondere i propri fallimenti attraverso false dichiarazioni deliberate a spese di un bambino gravemente disabile, ciò costituirebbe un fallimento morale, che potrebbe estendersi da Aubel a Woidke fino alla commissione per le petizioni.

 

Il nocciolo della questione rimane indiscutibile: la notifica, la comunicazione effettiva e l’aiuto effettivamente prestato sono procedure distinte. Ai sensi del § 37, comma 2, del SGB X, in caso di dubbio l’autorità deve dimostrare la ricezione; il § 39, comma 1, subordina l’efficacia alla comunicazione. Una successiva consultazione degli atti non dimostra una precedente ricezione per posta. Chi ignora queste differenze dipinge un quadro fuorviante e scagionante. Un'intestazione ufficiale non trasforma un'affermazione non comprovata in una prova.

Anche l’attribuzione della responsabilità ai genitori richiede chiarimenti. Secondo la loro versione, sono stati loro stessi a trovare l’asilo nido «Sonnenkinder» e a proporre una figura di assistenza. Il fatto che la commissione per le petizioni condivida comunque la posizione di Aubel, secondo cui la mancata indicazione di un ulteriore fornitore di prestazioni ostacoli l’assistenza, potrebbe essere commentato nel Baden-Württemberg con le dure parole

«...c’è qualcosa che non quadra». La famiglia ritiene che si tratti di una distorsione della propria collaborazione. L’avvocato Kapust, il 27 agosto 2026, secondo i documenti in possesso della redazione, chiarisce anche per iscritto che l’assistente trovata dai genitori e in possesso di una formazione specialistica, dopo più di un anno, non è più disponibile. Si richiede ora un’assistenza adeguata e disponibile per il bambino in tenera età affetto da grave disabilità.

 

Il Comune deve spiegare quale soluzione attuabile e finanziata i genitori avrebbero rifiutato; secondo i documenti disponibili, i responsabili della città di Potsdam non saranno in grado di farlo in tribunale. Dal punto di vista politico, rimane deplorevole ricorrere al diritto di scelta e di richiesta come spiegazione infondata per la persistente mancata erogazione di assistenza. È lecito nutrire forti dubbi sul fatto che la bussola morale di una simile amministrazione indichi anche solo vagamente la direzione giusta; lo scandalo di Potsdam è quindi a dir poco ripugnante. A farne le spese è una bambina con grave disabilità.

 

Possibili danni e responsabilità della città di Potsdam?

La famiglia accusa i responsabili della città di Potsdam, capoluogo del Land, di aver causato gravi danni alla piccola Heidrun, affetta da grave disabilità, a causa della mancata erogazione di un aiuto efficace, e intende far valere eventuali richieste di risarcimento danni. Spetterà eventualmente ai tribunali chiarire se sussistano violazioni dei doveri che giustifichino la responsabilità civile e se ne derivino danni. Se i presupposti fossero confermati, la città di Potsdam, che si trova in una situazione finanziaria a dir poco disastrosa, rischierebbe ulteriori richieste di risarcimento e quindi possibili oneri per le casse pubbliche.

 

La controargomentazione dimostra quanto siano irrigidite le posizioni: il padre descrive la sua reazione alla gestione di Aubel come «disgusto abissale» e «disprezzo per tutta la vita». In essa si esprime un’amarezza e un disgusto che sfiorano l’odio per il modo descritto in cui è stato trattato il suo figlio gravemente disabile, cosa comprensibile per chi osservi lo scandalo di Potsdam con obiettività.

 

Il fallimento gestionale di Aubel richiede conseguenze politiche

Già nel caso di Hedda-Maria, la sorella di Heidrun anch’essa gravemente disabile, erano state denunciate mancanze nell’assistenza e nella disponibilità di mezzi di trasporto. Aubel è stata responsabile del dipartimento per la gioventù da gennaio 2019 a fine febbraio 2023; dal 24 ottobre 2025 la politica indipendente ricopre la carica di sindaco. Il ripetersi della situazione richiede una spiegazione su quali lezioni Aubel abbia tratto e sul motivo per cui ancora una volta manchi una soluzione efficace.

 

Ai sensi dell’articolo 60 della Costituzione comunale del Brandeburgo, Aubel dirige l’amministrazione e ne è responsabile dell’organizzazione. Aubel deve chiarire le lacune nella documentazione, far verificare i dati forniti alla commissione e garantire che gli enti competenti mettano in atto senza indugio una soluzione di approvvigionamento affidabile. Alla luce di un aiuto concretamente efficace, il fallimento gestionale descritto ha un peso devastante. Una tale gestione delle funzioni rappresenta un grave peso per Potsdam, per il Land del Brandeburgo e per la Repubblica Federale di Germania, il che solleva la seguente domanda: «Noosha Aubel è in grado, in qualità di sindaco di Potsdam, di guidare l’amministrazione della città?»

 

Alla luce di questi fatti, la richiesta di dimissioni di Aubel è politicamente giustificata. Se ciò non dovesse avvenire, dovrà essere inserita all’ordine del giorno una procedura legale di revoca. Già il suo predecessore, Mike Schubert (53 anni, SPD), era stato rimosso dalla carica dai cittadini di Potsdam tramite un referendum. Anche Aubel deve accettare queste conseguenze democratiche; se il bilancio visibile per questo bambino rimane un’attesa senza fine, in considerazione della sofferenza del bambino gravemente disabile, Aubel – a condizione che la decenza e la morale abbiano un valore nel municipio di Potsdam – dovrebbe già ora trarne le conseguenze politiche e dimettersi immediatamente.

 

Woidke deve garantire una supervisione efficace

Al primo ministro Dr. Dietmar Woidke (64 anni, SPD, terzo primo ministro del Land Brandeburgo dalla riunificazione del 1990) sono state ripetutamente inviate richieste scritte di aiuto tramite lettere raccomandate con ricevuta di ritorno, come risulta alla redazione. Da ciò non è scaturito alcun tipo di sostegno a favore del bambino in età prescolare affetto da grave disabilità. A questo proposito, Woidke deve rendere pubblico quali misure concrete abbia intrapreso il suo governo. La vigilanza giuridica sugli enti locali preposti all’assistenza all’integrazione spetta, ai sensi del § 3 AG-SGB IX, al Ministero degli Affari Sociali. Il governo regionale dispone quindi di un punto di partenza concreto in materia di vigilanza.

 

Un cosiddetto «padre della regione» deve misurarsi sulla base della tutela dei bambini particolarmente vulnerabili. L’esito descritto rappresenta per il bilancio di Woidke come leader ben più di una semplice e vergognosa dimostrazione di indegnità morale. L’SPD sminuisce la propria promessa sociale se, pur assumendo la responsabilità di governo, non interviene efficacemente a favore di una famiglia del genere. I rinvii di competenza non soddisfano affatto questa esigenza.

 

Merz deve essere giudicato in base alla sua promessa per il futuro

La CDU di Merz governa nel Brandeburgo insieme all’SPD dal 18 marzo 2026. Gordon Hoffmann è a capo del dipartimento dell’Istruzione e della Gioventù, Jan Redmann di quello degli Interni e degli Affari comunali. La CDU si assume quindi la responsabilità della politica regionale del Brandeburgo, in questo caso evidentemente a scapito di un bambino con grave disabilità: è difficile descrivere una perdita di controllo morale più grave.

 

Merz e la sua promessa per il futuro devono comunque essere giudicati alla luce di questa realtà. Per una famiglia il cui figlio deve continuare ad aspettare, nonostante gli spetti chiaramente un posto all’asilo nido con un assistente dedicato, tali parole suonano amaramente vuote e addirittura sprezzanti. Uno stile di leadership fatto di grandi annunci ma con un controllo insufficiente degli aiuti statali merita una totale perdita di fiducia. La credibilità di Merz dipende anche dal fatto che il suo partito esiga risultati proprio laddove governa.

 

Brinker e l’AfD meritano riconoscimento per il controllo concreto

Le interrogazioni della dott.ssa Kristin Brinker del 2024 e dell’aprile 2026 sui debiti delle aziende berlinesi di proprietà dello Stato richiedono dati comprensibili e rendono verificabili i rischi. Si tratta di un lavoro concreto di opposizione e di un punto a favore della sua candidatura a sindaco.

 

La controrelazione dell’AfD da lei cofirmata, del 27 agosto, sullo scandalo dei finanziamenti a Berlino riguarda un oggetto di controllo reale. La Corte dei conti aveva già criticato aspramente la procedura di concessione dei finanziamenti a prescindere da ciò. Questo controllo merita riconoscimento, senza che ciò implichi l’accettazione di tutte le conclusioni politiche del gruppo parlamentare.

 

Nel Brandeburgo, nel 2019 Birgit Bessin (AfD) ha chiesto informazioni sull’assistenza negli asili nido e sui tempi di attesa per i bambini con disabilità; la risposta del governo ha rivelato lacune nei dati; già nel caso della sorellina di Heidrun, la piccola Hedda-Maria, affetta da gravi disabilità multiple, Bessin si è battuta con veemenza per la bambina nel Parlamento regionale del Brandeburgo. In vista della seduta di commissione del 3 settembre 2026, l’AfD ha richiesto relazioni su possibili tagli all’assistenza scolastica e sul fabbisogno di investimenti per asili nido, scuole e doposcuola. Tali iniziative vanno valutate positivamente.

 

La responsabilità politica deve avere delle conseguenze

Nel procedimento d’urgenza S 17 SO 142/26 ER è fissata un’udienza per oggi, 10 settembre 2026, alle ore 10:00 presso il Tribunale sociale di Potsdam. Per la piccola Heidrun, affetta da gravi disabilità, ora conta solo una cosa: quando inizierà l’assistenza; è su questo che dovrà essere giudicato anche il giudice competente del Tribunale sociale di Potsdam.

Allo stesso tempo, le contraddizioni sollevate dinanzi alla commissione per le petizioni devono essere chiarite e le informazioni inesatte devono essere rettificate, poiché se le dichiarazioni discutibili dei responsabili del municipio della capitale del Land Potsdam dovessero rivelarsi vere, non solo sarebbe il momento di presentare una mozione di revoca contro Noosha Aubel in qualità di sindaco di Potsdam, ma anche di avviare indagini da parte della commissione per le petizioni del Landtag del Brandeburgo. Una politica che fallisce su questo fronte e che tuttavia pretesa fiducia va sostituita democraticamente.

Per Aubel ciò significa dimissioni o, come già detto, una procedura di revoca legittima; per Woidke e Merz, nonché per i loro partiti di governo, CDU e SPD, significherebbe presentare il conto politico alle elezioni. L’attesa che continua per un bambino affetto da gravi disabilità multiple è una vergogna deplorevole per la classe politica responsabile a Potsdam, nel Land del Brandeburgo e nella Repubblica Federale di Germania.

L.Calcagno