Chirurgia estetica, 7 punti per scegliere in sicurezza
Il libro del chirurgo plastico Andrea Florio, una guida contro false promesse
ANDREA FLORIO, COME TI VEDI, (CAIRO EDITORE, PP. 272, 18,50 EURO). Diffidare delle promesse rapide e low cost, pretendere interventi solo in sale operatorie attrezzate con anestesista e scegliere medici che ascoltano, valutano e, se necessario, sanno anche dire no. È il messaggio dello specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, Andrea Maria Florio, nel suo libro "Come ti vedi? Dallo specchio alla sala operatoria. Un viaggio alla scoperta di te stessa, di Cairo Editore. Non un manuale tecnico né un inno alla vanità, ma una bussola per orientarsi in un settore sempre più affollato e spesso confuso, dove la corretta informazione e la scelta consapevole possono fare la differenza tra un miglioramento reale e un errore difficile da correggere. "Oggi, in Italia, solo un medico su venti che pratica la medicina e la chirurgia estetica ha avuto la formazione opportuna per eseguire interventi di chirurgia plastica e procedure di medicina estetica - spiega-. Su venti medici che vedete impegnati su Instagram, sui forum, giornali o televisioni, diciannove sono abusivi. Sono medici, per carità, ma privi dell'adeguata formazione". A complicare il quadro, contribuiscono disinformazione e fake news che circolano online: "una vera e propria giungla - sottolinea - dove accanto a professionisti seri e qualificati operano figure prive della formazione adeguata. Il risultato è un rischio crescente per la salute dei pazienti". Sette i punti chiave per orientarsi nel settore: diffidare di chi promette soluzioni rapide e a basso costo, ricordando che in medicina il risparmio spesso coincide con il rischio; pretendere che gli interventi chirurgici vengano eseguiti esclusivamente in sala operatoria, in cliniche attrezzate e con la presenza di un anestesista; scegliere professionisti che ascoltano, fanno domande, visitano di persona e non si limitano ad assecondare il paziente come uno "yes man". "Un medico serio - spiega Florio - non accetta automaticamente la richiesta del paziente, ma la rielabora alla luce della propria esperienza, proponendo la soluzione più adatta e, se necessario, rinunciando all'intervento o indirizzando verso un collega più competente. Al contrario, chi si autocelebra, espone pazienti come prodotti sui social o trasforma il prima e dopo in un catalogo commerciale, difficilmente mette la persona al centro", conclude.
Y.Blaha--TPP