Schillaci, 'dopo 13 anni un piano sulla salute mentale, include dipendenze da social'
"Puntiamo su prevenzione anche nelle scuole, lotta allo stigma e aumento di specialisti"
"Dopo 13 anni, l'Italia ha finalmente un Piano organico per la Salute mentale" per supportare il quale "nel primo anno sono stati previsti 30 milioni da destinare alle assunzioni di professionisti, necessari per rafforzare il sistema". E questo piano "prevede anche un capitolo dedicato alle dipendenze, che oggi includono anche quelle da social e da internet, con situazioni che evolvono rapidamente". Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci intervistato al FORUM ANSA, commentando anche i recenti fatti di cronaca che hanno visto come protagonisti dei minori. Il piano per la Salute mentale, finanziato con risorse pluriennali, punta soprattutto sulla prevenzione: "Riconoscere i disturbi psichiatrici in età giovanile significa evitare che negli anni si arrivi a situazioni più complesse e difficili da recuperare" ha detto Schillaci. Per questo, ha aggiunto, "abbiamo finanziato psicologi nelle scuole, un presidio importantissimo, e lottiamo contro lo stigma: non bisogna avere paura di affrontare un disturbo psicologico, perché solo diagnosticandolo si può intervenire". I recenti casi di cronaca evidenziano un ruolo sempre più problematico dei social media, che agiscono non solo come amplificatori di disagi preesistenti, ma anche come diretti promotori di comportamenti violenti o pericolosi. In merito Schillaci ha sottolineato: "Il ministero della Salute è impegnato attivamente con il Dipartimento Dipendenze della presidenza del Consiglio. Da parte nostra c'è attenzione verso un tema che è da tenere sotto grande osservazione. Dobbiamo avere strumenti per affrontarlo in modo scientifico". Quindi, nella giornata della consapevolezza sull'autismo, il ministro ha ricordato di come si tratti di un "problema importante con numeri in crescita in modo esponenziale che va affrontato in modo consapevole insieme a associazioni di familiari, comunità scientifica, operatori sanitari e istituzioni".
C.Zeman--TPP