Cancro ovarico aggressivo, allo studio un vaccino personalizzato
Bene primi test su un piccolo gruppo pazienti: genera difese immuni cancro-specifiche
Un vaccino antitumorale personalizzato, denominato NeoVax, in aggiunta al trattamento standard, sembra promettente in pazienti con carcinoma ovarico epiteliare di alto grado, un tumore molto aggressivo che tende a estendersi rapidamente alla cavità peritoneale e all'addome. È quanto emerge dallo studio clinico di fase 1 condotto al Dana Faber Cancer Institute di Boston su un piccolo gruppo di pazienti, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Nature Medicine. I ricercatori hanno sequenziato il Dna sia delle cellule tumorali che di quelle sane, prelevate da pazienti con diagnosi recente o con recidiva e messo a punto il vaccino su misura, contenente un insieme personalizzato di antigeni tumorali per ciascuna paziente. I vaccini personalizzati sono stati somministrati in combinazione con la chemioterapia e l'immunoterapia standard. Il vaccino è stato progettato per istruire il sistema immunitario della paziente - in particolare le cellule T - a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. È emerso che NeoVax ha indotto una risposta immunitaria mirata in otto delle dieci pazienti vaccinate. Inoltre, il vaccino ha generato nel sangue cellule T a lunga sopravvivenza, capaci di riconoscere le cellule tumorali. Le analisi dei marcatori nel sangue hanno suggerito che il trattamento potrebbe essere stato biologicamente attivo in sei pazienti. Tre di loro hanno ottenuto un controllo temporaneo della malattia, altri tre un controllo più duraturo, mentre in quattro pazienti il tumore ha continuato a crescere in modo costante e inarrestabile. Naturalmente serviranno ulteriori studi su più pazienti per verificare l'efficacia del vaccino e valutare il momento migliore per la somministrazione.
Y.Blaha--TPP