The Prague Post - Dai sensori ai quanti, la luce chiave per tecnologie del futuro

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Dai sensori ai quanti, la luce chiave per tecnologie del futuro
Dai sensori ai quanti, la luce chiave per tecnologie del futuro

Dai sensori ai quanti, la luce chiave per tecnologie del futuro

Oggi si celebra la Giornata internazionale

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Da sensori super-precisi alla biomedicina, dalla fibra ottica ai computer quantistici, la luce è la chiave non solo per le tecnologie ormai onnipresenti nella nostra vita quotidiana, a partire dagli smartphone, ma soprattutto per quelle del futuro: ecco perché il 16 maggio si celebra la Giornata Internazionale della Luce, nell'anniversario dell'accensione del primo laser messo a punto nel 1960 dallo statunitense Theodore Maiman. "Il mondo intero sta investendo in queste tecnologie che promettono di rivoluzionare tutto", dice all'ANSA Paolo De Natale, direttore dell'Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. "La punta di diamante è il settore delle tecnologie quantistiche, dai computer quantistici alle comunicazioni intrinsecamente sicure, ma - afferma - anche i sensori quantistici, dotati di precisione e capacità molto più elevate, e le tecnologie che consentono di simulare i processi fisici. Uno degli obiettivi finali è l'Internet quantistico, che avrà prestazioni attese straordinariamente superiori a quelle attuali". Lo studio della luce e delle sue proprietà, fin dall'inizio, ha infatti trasformato la scienza in moltissimi ambiti, e le ricadute tecnologiche sono state importantissime, a partire dal laser che ha ispirato l'istituzione della Giornata. Anche le possiili applicazioni sono imprevediili. Un esempio è la recentissima ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances e guidata dall'Università della California a Berkeley, che ha usato il laser per attivare in maniera estremamente selettiva alcune cellule della retina, permettendo ai pochi fortunati partecipanti di percepire un colore mai visto prima: si chiama 'olo', una tonalità blu-verde che ricorda il blu pavone o il verde acqua, ma incredibilmente più intenso. "Si sta prefigurando un futuro intimamente connesso allo studio dei fotoni, le particelle della luce", dice all'ANSA anche Elisabetta Baldanzi, dell'Ino-Cnr e docente all'Università di Firenze. "La luce è un'onda elettromagnetica come tutte le altre, ma ciò che la rende diversa è il fatto che può essere rilevata dal nostro sistema visivo. Non è solo questione di vedere bene - prosegue - ma anche di stare bene: uno dei fotorecettori presenti nell'occhio è collegato alla parte del cervello che regola il ritmo circadiano, l'alternanza sonno-veglia e la pressione arteriosa".

V.Nemec--TPP