The Prague Post - Il 16 marzo di 60 anni fa il primo aggancio tra 2 veicoli spaziali

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Il 16 marzo di 60 anni fa il primo aggancio tra 2 veicoli spaziali
Il 16 marzo di 60 anni fa il primo aggancio tra 2 veicoli spaziali

Il 16 marzo di 60 anni fa il primo aggancio tra 2 veicoli spaziali

Avvenne tra la capsula Gemini 8 della Nasa con due uomini a bordo e il satellite Agena

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Il 16 marzo di 60 anni fa avvenne il primo aggancio tra due veicoli spaziali: la capsula con due uomini a bordo della missione Gemini 8 della Nasa, dopo circa sei ore di volo, effettuò con successo la manovra che le permise di agganciare il satellite Agena, lanciato poco prima della missione proprio a questo scopo e situato a circa 270 chilometri di altitudine. A bordo della capsula c'erano Neil Armstrong, che tre anni dopo sarebbe diventato il primo uomo a mettere piede sulla Luna, e David Scott. Dopo l'aggancio vennero effettuate diverse manovre per testare la resistenza meccanica dei due veicoli attaccati. Tuttavia, nel corso di una di queste manovre, la coppia capsula-satellite venne destabilizzata e iniziò a ruotare su sé stessa in maniera incontrollata. I due astronauti a bordo pensarono che il problema venisse dal satellite Agena e si sganciarono, ma così facendo accelerarono ulteriormente la rotazione della capsula, che arrivò all'incredibile velocità di un giro al secondo. I due arrivarono vicinissimi a perdere i sensi, ma riuscirono in extremis a stabilizzare la navetta. Il problema venne individuato in uno degli ugelli del sistema utilizzato per manovrare il veicolo in orbita terrestre, che era rimasto bloccato in posizione aperta. La missione venne quindi interrotta dopo sole 11 ore e venne avviato il rientro di emergenza. Sull'Oceano Atlantico, il luogo previsto per l'ammaraggio, era già calata la notte e dunque la Gemini 8 fu fatta scendere sul Pacifico, dove arrivò senza problemi. La missione fu la prima a dover essere interrotta a causa di una situazione di pericolo. L'evento evidenziò la necessità di rivedere i protocolli. Nel momento in cui si verificò il problema, infatti, le persone che sarebbero state in grado di risolverlo non erano raggiungibili: molti funzionari Nasa si trovavano a un ricevimento, mentre gli esperti della ditta costruttrice della capsula erano in volo diretti proprio alla base di Houston. Da quel momento in poi, i dirigenti della Nasa non poterono più essere tutti assenti contemporaneamente e alcuni collaboratori dell'azienda vennero dislocati in modo permanente a Houston.

X.Vanek--TPP