The Prague Post - La subsidenza non solo questione scientifica, servono dati condivisi

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La subsidenza non solo questione scientifica, servono dati condivisi
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La subsidenza non solo questione scientifica, servono dati condivisi

Studio con l'Università di Padova, 'dall'Europa dati gratuiti sui movimenti del suolo'

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La subsidenza dei terreni non è soltanto un fenomeno scientifico da monitorare, ma rappresenta una questione strettamente connessa alle scelte che riguardano l'uso e la gestione del territorio e del sottosuolo. Un monitoraggio più efficace, la condivisione dei dati e una conoscenza più profonda del sottosuolo sono fondamentali per valutare e gestire gli impatti dell'abbassamento del suolo. A sottolineare questo nuovo approccio è un articolo pubblicato oggi sulla rivista scientifica Nature Sustainability da un gruppo internazionale di ricercatori tra cui Pietro Teatini e Claudia Zoccarato, del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell'Università di Padova. Molte delle cause della subsidenza - evidenzia il testo - sono direttamente legate alle attività umane, dal prelievo di acque sotterranee allo sfruttamento delle risorse sotterranee e alla gestione del territorio. Proprio per questo, in molti casi è possibile intervenire per limitarne gli effetti attraverso strategie di gestione più consapevoli. Integrare le osservazioni satellitari con informazioni sulle caratteristiche del sottosuolo e con modelli fisicamente basati permette di comprendere non solo dove e quanto il terreno si stia abbassando, ma anche perché ciò avvenga e come il fenomeno possa evolvere nel tempo. Una conoscenza più approfondita dei processi geologici e idrogeologici può quindi fornire strumenti concreti a supporto di decisioni più "informate" sulla gestione delle risorse idriche, sulla protezione delle infrastrutture, sull'adattamento al cambiamento climatico e sulle strategie legate alla transizione energetica. L'interferometria radar satellitare, grazie all'European Ground Motion Service (Egms), parte del programma europeo Copernicus Land Monitoring Service, rende disponibili gratuitamente dati sui movimenti del suolo per gran parte del territorio europeo. Per capire perché il terreno si abbassa, le misurazioni satellitari devono essere integrate con una conoscenza approfondita del sottosuolo: la struttura geologica, i livelli piezometrici delle falde acquifere, le proprietà idrologiche e geomeccaniche dei terreni e, non da ultimo, le attività umane che interferiscono con gli equilibri del sistema. I ricercatori richiamano inoltre l'attenzione sulle nuove sfide legate alla transizione energetica. Tecnologie come lo sfruttamento dell'energia geotermica, la cattura e la segregazione geologica della CO2, lo stoccaggio sotterraneo di gas e l'utilizzo dell'idrogeno prevedono infatti un utilizzo crescente dell'"ambiente sotterraneo", e possono provocare o influenzare i movimenti del terreno. "Il nostro studio mostra come la subsidenza non sia solo una questione scientifica - spiega Teatini -. Molti dei fattori che la determinano infatti sono legati alle attività e alle scelte umane. Questo significa che esistono anche concrete possibilità di intervenire per ridurne i rischi e mitigarne gli effetti".

O.Holub--TPP