Clima sempre più instabile, 7 parametri su 16 a livelli record
Ma ci sono segnali positivi, l'energia green ora fornisce il 43% dell'elettricità globale
Il clima globale sta diventando sempre più instabile: dei sedici parametri usati per monitorare i 'segni vitali' della Terra, sette hanno ormai raggiunto livelli record e altri mostrano un andamento preoccupante. È la situazione tratteggiata dal Rapporto sullo stato del clima 2026, arrivato al suo settimo aggiornamento e pubblicato sulla rivista BioScience. Il rapporto è stilato da una coalizione internazionale di scienziati del clima, guidata da William Ripple della Oregon State University e Christopher Wolf dell'organizzazione di ricerca statunitense Tera. Dal documento emergono, però, anche segnali positivi: le fonti di energia rinnovabile ora forniscono il 43% dell'elettricità globale e, per la prima volta, hanno superato il carbone, segnando un punto di svolta storico. Tra gli indicatori arrivati a valori estremi c'è la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera, che a maggio scorso ha superato le 428 parti per milione: il livello più elevato degli ultimi 2 milioni di anni. Anche il ritmo del riscaldamento globale sta accelerando: è passato da 0,19 gradi per decennio nel periodo tra il 1970 e il 2010, a circa 0,36 gradi per decade da allora. Come conseguenza, lo spessore e la massa dei ghiacciai sono scesi a livelli minimi record, mentre gli oceani continuano ad assorbire la stragrande maggioranza del calore in eccesso generato dalle emissioni di gas serra. Il cambiamento climatico sta poi aumentando il rischio di incendi boschivi, che nel 2025 hanno ridotto la copertura forestale di 10,8 milioni di ettari: è il terzo dato più alto mai registrato, pari a più di un terzo della superficie dell'Italia. Inoltre, lo scorso anno il consumo di combustibili fossili è aumentato dello 0,9% e, per la prima volta, le emissioni annuali di CO2 legate all'energia hanno superato i 41 miliardi di tonnellate. Continua a crescere, infine, lo squilibrio energetico della Terra, dato dalla differenza tra la quantità di energia solare che il pianeta assorbe e quella che irradia nuovamente nello spazio. Secondo alcuni studi, il recente aumento potrebbe essere legato a cambiamenti nella circolazione associati a El Niño.
A.Slezak--TPP