The Prague Post - Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'

EUR -
AED 4.133137
AFN 74.278626
ALL 91.961139
AMD 407.127954
ANG 2.01493
AOA 1032.018884
ARS 1713.040302
AUD 1.618217
AWG 2.028587
AZN 1.906723
BAM 1.954939
BBD 2.261844
BDT 138.0692
BGN 1.894594
BHD 0.423317
BIF 3388.03816
BMD 1.125429
BND 1.43728
BOB 13.493298
BRL 5.880932
BSD 1.123025
BTN 108.799023
BWP 15.525439
BYN 3.382571
BYR 22058.416435
BZD 2.258546
CAD 1.604019
CDF 2599.741483
CHF 0.931833
CLF 0.027918
CLP 1102.369325
CNY 7.545498
CNH 7.54812
COP 3723.926323
CRC 514.577975
CUC 1.125429
CUP 26.951611
CVE 110.218423
CZK 24.42902
DJF 199.975493
DKK 7.475642
DOP 67.051069
DZD 150.507061
EGP 58.776113
ERN 16.881441
ETB 183.423458
FJD 2.529121
FKP 0.849996
GBP 0.849829
GEL 2.93177
GGP 0.849996
GHS 13.189426
GIP 0.849996
GMD 82.72158
GNF 9878.737612
GTQ 8.582373
GYD 234.91073
HKD 8.831559
HNL 30.149991
HRK 7.534974
HTG 147.056549
HUF 368.382868
IDR 20163.193309
ILS 3.435182
IMP 0.849996
INR 108.407607
IQD 1471.178302
IRR 1965606.920583
ISK 137.144739
JEP 0.849996
JMD 177.783292
JOD 0.797937
JPY 177.412379
KES 145.304238
KGS 98.418385
KHR 4555.034635
KMF 492.938378
KPW 1012.886827
KRW 1512.27308
KWD 0.347566
KYD 0.935788
KZT 504.557815
LAK 25225.340139
LBP 100564.702824
LKR 371.383059
LRD 192.028851
LSL 18.776965
LTL 3.323101
LVL 0.680761
LYD 7.191961
MAD 11.157285
MDL 20.068519
MGA 4961.881137
MKD 61.547897
MMK 2363.233128
MNT 4047.350443
MOP 9.077064
MRU 44.875637
MUR 54.188967
MVR 17.399689
MWK 1947.259814
MXN 20.421536
MYR 4.594115
MZN 71.9223
NAD 18.776632
NGN 1493.534846
NIO 41.322171
NOK 10.826525
NPR 174.076891
NZD 2.003309
OMR 0.431858
PAB 1.123025
PEN 3.891655
PGK 5.085806
PHP 70.387171
PKR 311.043058
PLN 4.385405
PYG 6570.223519
QAR 4.09347
RON 5.337795
RSD 117.430376
RUB 93.801618
RWF 1663.182385
SAR 4.216275
SBD 9.091299
SCR 15.462428
SDG 676.951596
SEK 11.29059
SGD 1.439655
SHP 0.849733
SLE 27.685804
SLL 23599.682874
SOS 641.823072
SRD 42.554173
STD 23294.116553
STN 24.489434
SVC 9.825673
SYP 14632.833474
SZL 18.773067
THB 37.73551
TJS 10.337232
TMT 3.939003
TND 3.346386
TOP 2.709764
TRY 55.325883
TTD 7.614782
TWD 35.846612
TZS 2959.133162
UAH 50.530298
UGX 4481.10635
USD 1.125429
UYU 45.260873
UZS 13245.402686
VES 974.034564
VND 29244.845932
VUV 134.581189
WST 3.138385
XAF 655.957
XAG 0.018504
XAU 0.000271245327
XCD 3.04153
XCG 2.023945
XDR 0.795737
XOF 655.957
XPF 119.331742
YER 265.940289
ZAR 18.727202
ZMK 10130.213029
ZMW 22.066675
ZWL 362.387811
SSP 6429.118512
MXV 2.31066
Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'
Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'

Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'

Zamboni e Ferretti, 'il ritorno è restituzione'. Poesia, politica e concerto come rito

Dimensione del testo:

(di Francesco Betrò) "Non è stato uno sforzo di volontà, c'è stato un richiamo, c'è stata una chiamata". Come trent'anni fa, Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti tornano in Mongolia nella maniera più inaspettata, dopo quel viaggio del 1996 che avrebbe lasciato un segno profondo nella storia del Consorzio Suonatori Indipendenti (Csi) e ispirato Tabula Rasa Elettrificata, uno dei loro album più significativi e di successo. In quell'anno rimandarono il tour di Linea Gotica per rispondere a quella chiamata. Questa volta tutto è nato da un invito al Playtime Festival di Ulan Bator, che li ha ospitati il 4 luglio. "È stato un attimo pensare che quello che per me era soltanto un piacere potesse diventare una necessità, qualcosa di molto più grande, quella di coinvolgere i Csi", spiega Zamboni. "La Mongolia non è la mia storia privata. Non ci vai per prendere quello che c'è, piuttosto lo assorbi, in qualche modo diventa tuo". Poi lo elabori: "Il ritorno alla fine è sempre restituzione. Questa per noi è una bellissima chiusura di cerchio". Ma il percorso non finisce qui. Quello in corso è il primo capitolo di un progetto destinato a proseguire nel 2027, quando l'intera formazione dei Csi tornerà a Ulan Bator per completare idealmente il viaggio iniziato quest'anno con il 'Preludio' di Ferretti e Zamboni. Per Ferretti il legame con questa terra è quasi ancestrale. Figlio di una famiglia di pastori, la Mongolia rappresenta ancora uno degli ultimi luoghi in cui sopravvive una civiltà capace di parlare all'uomo contemporaneo. Ma è anche un Paese che cambia. Le strade arrivano nelle steppe e con loro il benessere. "Chi sono io per dire ai mongoli che non devono provare quello che noi abbiamo provato?", si chiede Ferretti, che osserva questa trasformazione "con affetto", senza nostalgia né condanne. Sul palco, però, quella Mongolia continua a vivere. Da Brace, passando per A tratti e Unità di produzione, la scaletta, racconta Zamboni, è stata costruita scegliendo i brani dei Cccp e dei Csi che meglio potessero dialogare con "la potenza" evocata da queste terre, grazie anche agli arrangiamenti della band Lostatobrado, capaci di dare una nuova forza alla voce di Ferretti. "Il palco funziona quando l'orizzontale e il verticale si incrociano", racconta il cantante, per il quale non è "mai un problema di musica", anche se senza di essa "non ci sarebbe niente". Ogni concerto diventa così una "cerimonia", sospesa tra un reading poetico e un accampamento di nomadi raccolti intorno al fuoco, dove la musica sostiene le parole e restituisce alla poesia una funzione collettiva. "Sei lì in una dimensione molto arcaica, in cui l'umanità la giochi proprio al livello più basso, senza nessuna sovrastruttura ideologica, senza niente". È forse questa tensione verso qualcosa che supera il presente a spiegare perché, a quarant'anni dalla nascita dei Cccp, le loro canzoni continuano a parlare anche a chi quegli anni non li ha vissuti. "I temi che abbiamo toccato non sono quelli della piccola contemporaneità", osserva Zamboni, "non si consumano nell'anno in cui è stato pubblicato un album". Ed è anche per questo, aggiunge, che i Cccp non sono mai diventati "un fenomeno da baraccone". "Ci chiamavamo Cccp non perché fosse un vezzo o una moda. Quella storia ci attraversava davvero". "Noi credo che siamo arrivati a toccare quello", gli fa eco Ferretti, "perché la poesia permette una quantità infinita di interpretazioni". Ma proprio quel ritorno alle origini, alla Mongolia come luogo simbolico, finisce inevitabilmente per riportare il discorso anche sulla storia e sulla politica. Quel Paese che, ricorda Ferretti, "è passato da un alto Medioevo magico-materico al socialismo scientifico realizzato", e che lui e Zamboni visitarono proprio mentre quel sistema stava finendo, diventa il punto di partenza per riflettere sulla Cina, seconda tappa del loro viaggio in Asia. "Il comunismo ai cinesi è servito per mantenere l'idea dell'impero", afferma Ferretti. "È stupefacente che l'ideologia più moderna e rivoluzionaria serva a mantenere la cosa più antica sulla terra". Anche Zamboni riconosce che bastano pochi giorni a Pechino per "rimescolare il pensiero". Ad accompagnarli c'è già una videocamera. In queste settimane sono iniziate le riprese di In viaggio, il documentario diretto da Davide Ferrario che seguirà il progetto dei Csi tra il tour italiano e il ritorno in Mongolia. Ed è proprio parlando del film che Ferretti e Zamboni lasciano aperto anche uno spiraglio sul futuro musicale del gruppo. "Un film lo devi musicalizzare", osserva Ferretti. "Quando cominci a lavorare alla musica è inutile sapere in anticipo cosa succederà". Zamboni frena sull'ipotesi di un nuovo album: "Costruire un disco di canzoni è un'altra cosa". Ma nessuno dei due chiude davvero la porta. "Se uno dice che si farà un album di canzoni, no, è ovvio. Però può succedere che le cose si intersechino in un modo tale...". In fondo, come recita una loro canzone, "tutto va come va".

M.Jelinek--TPP