Utilitalia, con termovalorizzatore Roma 120mila tonnellate di Co2 in meno all'anno
Fornirà elettricità a 600mila persone
Il termovalorizzatore in costruzione a Roma porterà a un taglio delle emissioni di Co2 di quasi 120mila tonnellate all'anno, fra riduzione dei viaggi dei rifiuti fuori regione e produzione di energia rinnovabilie. L'impianto coprirà il fabbisogno elettrico di 200mila famiglie, cioè 600mila persone. Lo rivela lo studio 'Rifiuti urbani, fabbisogni impiantistici attuali e al 2035', realizzato da Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche. Ad oggi, il Centro Italia è costretto a esportare il 14% (880 mila tonnellate) della propria produzione di rifiuti, verso inceneritori del Nord Italia o all'estero, nonostante avvii già in discarica una percentuale estremamente elevata, pari al 29,2%. Il termovalorizzatore di Roma sarà in grado di gestire 600mila tonnellate annue, e consentirà di ridurre le spedizioni di rifiuti fuori regione. Su scala nazionale, si registreranno ogni anno 24.000 viaggi di camion di rifiuti in meno (il 14% dei viaggi attualmente effettuati annualmente). I 12 milioni di chilometri in meno percorsi da questi mezzi porteranno a una riduzione delle emissioni di 8.000 tonnellate di Co2. A ciò si uniranno i vantaggi in termine di produzione di energia elettrica, stimabile in circa 540.000 MWh. Verrà soddisfatto il fabbisogno energetico di 200.000 famiglie (pari a circa 600.000 abitanti). Il 51% dei rifiuti sarà a zero emissioni, poiché di orgine vegetale, e si risparmieranno emissioni climalteranti per circa 110.000 tonnellate di Co2. Il 49% di energia non rinnovabile sarà comunque di produzione locale, riducendo quindi la dipendenza da fonti fossili estere. Il termovalorizzatore di Roma creerà circa 150 nuovi posti di lavoro, compreso l'indotto, e senza considerare le fasi di cantiere.
D.Kovar--TPP