Filiera della pasta pari allo 0,6% del Pil, 14,3 miliardi di valore aggiunto
Studio Ambrosetti per Uif, Unione Italiana Food
La pasta non è soltanto uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy nel mondo: è una filiera industriale che continua a crescere, investire e generare valore lungo tutta la catena produttiva, contribuendo in modo significativo alla competitività dell'agroalimentare italiano. È quanto emerge dal rapporto strategico "Valore Pasta - Il contributo della filiera dell'industria della pasta per il Made in Italy", realizzato da The European House - Ambrosetti (Teha Group) per i Pastai di Unione Italiana Food (Uif) e presentato a Milano. Con riferimento al 2024, il comparto genera 5,2 miliardi di euro di valore aggiunto diretto che, considerando gli effetti indiretti e indotti sull'economia, arrivano a 14,3 miliardi di euro, pari allo 0,6% del Pil nazionale. Nel complesso, la filiera estesa coinvolge 143 mila imprese, sostiene 78 mila occupati e attiva 1,6 miliardi di euro di investimenti, confermando il ruolo della pasta come motore di crescita dell'economia italiana. Negli ultimi dieci anni la filiera della pasta ha registrato una crescita superiore a quella dell'economia italiana. Tra il 2015 e il 2025 il fatturato è aumentato di 5,7 miliardi di euro, con una crescita media annua del 5,4%, superiore sia a quella del PIL italiano (+3,2%) sia a quella della filiera agroalimentare estesa (+3,9%). Nello stesso periodo, il valore aggiunto è passato da 1,7 a 3 miliardi di euro All'interno di questa filiera, l'industria della trasformazione della pasta, da sola, ha rafforzato in modo significativo il proprio peso, arrivando oggi a rappresentare 8,9 miliardi di euro di fatturato e 2 miliardi di euro di valore aggiunto. "I numeri evidenziano la solidità e la capacità di crescita di un comparto che continua a investire, innovare e generare ricchezza lungo tutta la catena del valore", sottolinea Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai di Unione Italiana Food.
C.Sramek--TPP