Sindacato Anaao, 'senza medici il problema liste d'attesa non si risolve'
"Corte dei conti certifica che l'offerta non cresce, perché i professionisti fuggono"
"Le liste d'attesa non si abbattono per decreto. Si abbattono restituendo attrattività al Servizio sanitario pubblico e dignità a chi ci lavora. Altrimenti continueremo a contare i miliardi stanziati, mentre i cittadini contano i mesi di attesa". Lo dichiara il segretario nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed Pierino Di Silverio spiegando che la relazione della Corte dei conti "mette nero su bianco una verità: le liste d'attesa sono una criticità strutturale del Servizio sanitario nazionale. E la causa principale è la carenza di personale specialistico". "La Corte certifica anche l'altra faccia del problema: pur con risorse adeguate, l'offerta non cresce, perché i professionisti non ci sono o fuggono. Fuggono verso il privato, verso l'estero, verso la pensione anticipata. Fuggono da retribuzioni non allineate all'Europa, da carichi di lavoro insostenibili, da aggressioni sempre più frequenti, dal contenzioso medico-legale". A parlarfe sono i numeri: "Su 1,845 miliardi stanziati nel quadriennio 2022-2025, ne sono stati spesi 1,58. Circa 265 milioni, quasi un euro su 7, non si sono trasformati in visite ed esami. Non per mancanza di bisogno, ma perché mancano le mani e le teste per erogarli" Il risultato è un sistema che "si regge sul sacrificio individuale e sulla buona volontà, fino a quando anche quella si esaurisce". Per questo, "senza il superamento definitivo del tetto di spesa sul personale, senza la valorizzazione economica e professionale del lavoro ospedaliero, ogni nuovo stanziamento rischia di fare la fine dei precedenti: annunciato, ripartito, e in parte restituito". Quindi la richiesta a governo: "in questa manovra economica - conclude Di Silverio - continui quel percorso di investimento sui professionisti iniziato con la firma del Ccnl".
M.Jelinek--TPP