La Serie B a convegno 'credere nei giovani per risollevare il calcio italiano'
Un coro unanime: I talenti li abbiamo, servono pazienza e coraggio
"La Serie B cerca di assolvere tanti compiti, formativo e di filiera: bisogna investire sui giovani perché ciò costa meno e al tempo stesso porta ricavi e risultati e permette un incremento patrimoniale dei club". Così il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, introducendo al convegno 'L'importanza umana nel calcio: il ruolo del vivaio come leva di sviluppo e sostenibilità' che si è tenuto a Coverciano. Giovani, sviluppo e futuro i temi su cui si sono confrontati vari addetti ai lavori, professionisti del settore, allenatori ed ex giocatori. "Bisogna aiutare i ragazzi a crescere ma dobbiamo anche permettergli di sbagliare - ha dichiarato l'ex campione del mondo Andrea Barzagli, ora nello staff dell'Under 21 -. Negli anni il calcio è cambiato, ora si punta molto sull'aspetto fisico e tecnico, ma non vanno mai smessi di cercare il talento e la qualità che anche nel torneo cadetto non mancano". I numeri parlano chiaro: in questa stagione sono 43 i giocatori di B convocati nelle rappresentative azzurre Under 18, 19, 20 e 21 mentre i tesserati under 23 sono 265 , un dato superiore alle seconde divisioni francese e spagnola (196), tedesca (156) e inglese (153). I tesserati Under 21 sono 240 di cui 187 italiani e 108 impiegati a fronte di una media nelle altre seconde divisioni europee di 66 giocatori Under 21 presenti. "Servono coraggio e pazienza" hanno predicato Massiliano Favo, ct dell'Under 18, e Luigi Milani, supervisore dell'Italia Under 14. "Altrove sono meno legati ai risultati di noi - ha osservato il primo -. Basti pensare che nell'ultima gara nel Borussia Dortmund hanno giocato titolari due nostri ragazzi e un altro era in panchina, in Como-Napoli c'erano in campo solo due elementi italiani". Ha suggerito il secondo: "Dobbiamo innanzitutto far innamorare i bambini al gioco del calcio". Tra i partecipanti Pasquale Sensibile, una lunga esperienza da responsabile dell'area scouting alla Juventus e al Paris Saint Germain, oggi ds del Kas Eupen: "Il talento in Italia c'è sempre stato e sempre ci sarà ma ci manca il coraggio dell'ultimo step. E per valutare giovani talenti non possiamo affidarci solo all'algoritmo". Quindi Antonio Tramontano del West Ham ("In Premier puntano molto sulla selezione non soltanto riguardo ai calciatori ma anche a chi lavora con essi") e Alessandro Frara, attuale responsabile del settore giovanile del Frosinone: "Dobbiamo credere nei giovani, è l'unica strada per cercare di risollevare le sorti del calcio italiano". Non hanno dubbi Davide Succi e Federico Bargagna responsabili dei settore giovanili di Cesena e Empoli: "Tanti ragazzi del vivaio sono pronti per giocare". Ha concluso il presidente Bedin: "Il tema della valorizzazione dei giovani è centrale per la nostra Lega e le nuove normative andranno a rafforzare il loro utilizzo nel nostro campionato verso cui l'interesse è sempre più in crescita: bisogna quindi impegnarci per rinforzare questo trend''. In questa direzione vanno le richieste che saranno presentate al nuovo presidente federale: sostenibilità, infrastrutture, riforme, una sempre maggiore valorizzazione dei giovani italiani e una soluzione al turnover tra retrocesse e neopromosse che "non permette progettualità".
C.Zeman--TPP