A Pitti Uomo sfilano le costruzioni architettoniche di Hed Mayner
Sfilano 35 look, lo stilista franco-israeliano amplia la linea donna
(di Beatrice Campani) ''Il movimento è centrale nel mio lavoro. E' il punto di partenza delle collezioni''. Lo stilista Hed Mayner, nato in Israele ma basato a Parigi, è ospite speciale di Pitti Uomo 109 e ha organizzato la sua sfilata questa sera alla Palazzina Reale della stazione Santa Maria Novella, un edificio costruito nel 1935 a fianco della stazione centrale, tra le rotaie dei treni e le strade caotiche che portano alla snodo ferroviario. Qui, tra pavimenti in marmo rosso e parquet, lo stilista ha voluto presentare i suoi 35 look in un'atmosfera metropolitana, scelta appositamente a simboleggiare movimento e dinamismo. In passerella ci sono le sue "costruzioni architettoniche", come le ha definite nel backstage presentando la collezione, che comprende sia la linea uomo che la donna. Proprio la linea femminile con questo show si amplia e diventa sempre più importante nel percorso creativo del designer, che si è formato all'Institut Français de la Mode di Parigi, ma si interessa di moda da quando ha 16 anni, lavorando su pelle, gioielli e impunture a mano, ma soprattutto coltivando la passione per la sartoria. "La collezione è un mix di forme - spiega lo stilista - per creare un nuovo linguaggio del corpo e nuove strutture''. Importantissima la costruzione delle spalle delle giacche, che ''crea una certa energia nel look'', come dice Mayner. Ma soprattutto offre quell'idea di abiti come costruzioni speciali che tanto piace allo stilista, che da due anni collabora anche con il brand di calzature Reebok. ''Il mio punto di partenza è il corpo - spiega riguardo le principali ispirazioni - ma anche differenti culture". Prodotta in Italia, la collezione vuole evidenziare la maestria sartoriale di ogni look, quasi a mostrare giacche, cappotti, abiti e pantaloni che disubbidiscono alle regole tradizionali del tailoring. Forte l'idea di una silhouette a uovo, ma anche di tutta una serie di pannelli che si intrecciano e creano volumi inusuali, soprattutto per le gonne kilt e le giacche dalle spalle abbondanti e la vita stretta. Spalle talmente esagerate da sembrare anche di due taglie più grandi del necessario. Flanella e pied de poule sono i materiali preferiti, accompagnati da lampi di paillettes per dare luce all'ensemble (i leggins di paillettes argentate si indossano sotto la gonna, sia per lui che per lei). D'altra parte lo stilista era stato chiaro, aveva dichiarato quando fu annunciata la sua presenza a Firenze: "questo nuovo contesto mi stimolerà a sperimentare cose nuove." Cresciuto in un contesto familiare creativo - madre pittrice e padre fabbro - Mayner ha voluto giocare col rigore sartoriale, pensando a capi dai volumi generosi, realizzati con tessuti fluidi e costruzioni impeccabili. Dunque, quali i must di Mayner per l'autunno/inverno 2026/27? Pantaloni ampi, camicie morbide e giacche scultoree che svelano un'attenzione meticolosa al taglio e ai dettagli. Anche gli accessori seguono questa modularità, con borse in pelle che svelano inserti e tasche. Ai piedi sia per lui che per lei una riedizione di un modello di archivio Reebok, classici mocassini o in alternativa stivaletti country in pelle invecchiata.
C.Sramek--TPP