Paul Bettany torna androide per VisionQuest, 'la Marvel è come una boutique'
Alla Festa del cinema di Roma, l'anteprima della serie che chiude la trilogia su Disney+
(di Francesca Pierleoni) E' facile pensare "alla Marvel come a una sorta di macchina infernale che sforna continuamente prodotti, ma in realtà la mia esperienza di oltre 20 anni è che sono sempre stati incredibilmente collaborativi. Stranamente, è come una boutique. C'è sempre un piccolo numero di persone con cui parlo e discuto dei progetti" e questa "è stata un'esperienza davvero creativa e collaborativa". Parola di Paul Bettany interprete da più di un decennio, per grande e piccolo schermo nel Marvel Cinematic Universe dell'androide Visione, che ora torna con VisionQuest, di cui la Festa del cinema di Roma presenta due episodi più un'anticipazione del terzo, in contemporanea con il debutto sulla piattaforma. La serie, creata da Terry Matalas, chiude l'arco narrativo dell'acclamata trilogia iniziata da WandaVision (2021) costruita sul legame tra Visione e Wanda Maximoff/Scarlet Witch (Elizabeth Olsen) e proseguita con Agatha All along (2024), sull'avversaria di Wanda nella prima serie, la potente strega Agatha Harkness (Kathryn Hahn). In VisionQuest, che ha nel cast anche James Spader (nei panni del 'creatore' e nemesi dell'androide, Ultron) insieme a Ruaridh Mollica, Todd Stashwick, T'Nia Miller, Lauren Morais, Emily Hampshire e James D'Arcy, ritroviamo Visione, riavviato e sfuggito a coloro che volevano trasformarlo in un'arma. Vive in incognito nella campagna inglese, e supportato dalle altre personalità di intelligenza artificiale integrate nella sua programmazione, tra cui Friday, Edith e Jarvis, cerca di comprendere l'esperienza vissuta dalla versione dell'androide creata da Wanda Maximoff: una realtà in cui è anche diventato padre. Tuttavia la relativa tranquillità di Visione, già turbata dall'aver portato nella sua magione in stile sixties anche il polemico, brillante e implacabile Ultron (Spader) viene sconvolta quando l'androide finisce nelle mire di un cacciatore di taglie, Paladino (Todd Stashwick), che per prenderlo cattura prima uno dei suoi figli, Thomas (Ruaridh Mollica). "Credo sia fin troppo facile snobbare le storie di supereroi - aggiunge in conferenza stampa Bettany, arrivato a Roma con Ruaridh Mollica - Quando incontro persone appassionate di WandaVision e di Visione in generale, ritrovo in loro le emozioni del bambino che ero io quando andavo a scuola, bullizzato, emarginato e preso dalla paura che non avrei trovato posto nel mondo degli adulti. E' un'esperienza davvero toccante e ti rendi conto che stai parlando a un pubblico molto vasto". Per il 27enne Ruaridh Mollica, nato a Prato, di padre italiano e madre scozzese, entrare nel mondo Marvel "è stata un'esperienza incredibile - spiega -. Avevo molti preconcetti sull'Mcu, ma Paul mi ha insegnato che non bisogna pensare all'elemento fantascientifico, ai laser, ai robot, ma alle emozioni, alla verità e alla profondità dei sentimenti". Venendo al suo percorso nella trilogia, Bettany riflette su come in WandaVision, Lizzie Olsen e io abbiamo dato vita a un universo universo che parlava di romanticismo, ma anche di dolore, perdita dell'amore. Qui Visione ha mantenuto i suoi ricordi, ma non la capacità di associarvi emozioni, ed è in uno stato di negazione. E' un racconto incentrato sull'identità: racconta un cambiamento, la necessità di fare scelte e affrontare i propri traumi comprendere qual è il proprio posto nel mondo". La serie mette a confronto anche due versioni di IA opposte: "Quella riflessa da Ultron è piuttosto cupa, vuole soggiogare l'umanità ed è inorridita dall'inefficienza degli esseri umani. Visione, invece, rappresenta una versione positiva del futuro dell'IA, in cui si vuole potenziare l'umanità e si crede che l'inefficienza umana sia proprio ciò che la rende speciale. La democrazia è inefficiente, i bambini sono inefficienti, l'arte è inefficiente. Ma sono tutti elementi che per lui rendono straordinari gli esseri umani".
X.Kadlec--TPP
